I Vitigni Autoctoni

GreenWine

24 Novembre 2018

Vitigni autoctoni: che cosa sono e quali sono le loro caratteristiche

Se sei un appassionato di vino, avrai sicuramente sentito parlare dei vitigni autoctoni. Ma che cosa intendiamo, esattamente, con il termine autoctono e quali sono le caratteristiche di questa tipologia di vitigno?

In questa guida ti parleremo proprio di questo argomento e cercheremo di rispondere a tutte le principali domande sul tema, per introdurti al meglio nel mondo del vino.

Per vitigno autoctono intendiamo una particolare varietà di vite utilizzata per la produzione di vino, coltivato e diffuso nella stessa zona storica di origine del vitigno stesso. In altre parole, stiamo parlando di un vitigno non trapiantato da altre aree.

Chiaramente ogni vitigno autoctono presenta una sua caratteristica e distintiva forma e colore del grappolo, del chicco e delle foglie; tutti questi elementi regalano al vino prodotto caratteristiche organolettiche ben definite.

Vediamo ora nello specifico cosa sono i vitigni autoctoni e in cosa si differenziano dagli altri.

Il vitigno autoctono e le sue caratteristiche

Il nostro Paese, anche grazie alle peculiarità geografico-climatiche e alla grande superficie costiera, vanta il maggior numero di vitigni autoctoni: quelli riconosciuti superano i 350. Vediamo ora una serie di informazioni utili sui vitigni autoctoni e sulle loro caratteristiche.

Il concetto di vocazionalità

Abbiamo detto che in questa guida affronteremo il tema dei vitigni autoctoni e delle loro caratteristiche; per prepararci al meglio, è bene dare una definizione di un altro importante concetto, quello della vocazionalità.

Questo concetto ha a che fare con il mondo dell’agricoltura e fa riferimento, nello specifico al fatto che ogni coltura agraria si esprime su livelli quanti-qualitativi differenti in funzione dell’idoneità dell’ambiente ad ospitarla. L’insieme di tutti gli elementi che caratterizzano un territorio, dal clima ai fattori antropici, definisce la vocazionalità.

La vocazionalità si applica anche al vitigno: è chiaro che la stessa tipologia di vitigno non darà i medesimi risultati se coltivato in Friuli e in Campania.

Parliamo dunque di vocazionalità di un determinato territorio rispetto a uno specifico vitigno: il territorio si dice particolarmente vocato quando è adatto allo sviluppo di una certa varietà di uva che qui si esprimerà al meglio con alcuni suoi caratteri e peculiarità.

Il vitigno autoctono incarna questo principio: non darà mai il medesimo risultato se impiantato in un territorio diverso da quello di origine.

Che cos’è un vitigno autoctono?

Prima di parlare di che cos’è un vitigno autoctono, facciamo un passo indietro e parliamo della vitis vinifera che, come saprai, è il nome scientifico della vite comune. Si tratta di una pianta presente sul nostro pianeta da circa un milione di anni, che predilige il clima temperato ed è originaria del Caucaso.

Quando parliamo di vitigno autoctono, dunque, facciamo riferimento non al vitigno propriamente originario di quel territorio, ma a quel vitigno che ne diventa parte integrante a seguito di una lunga, lunghissima permanenza in loco.  Questa lunga permanenza ha permesso di definire alcuni vitigni come autoctoni, considerandoli antichi quanto il territorio stesso.

C’è da dire, però, che la vite di per sè è da definire alloctona, ossia proveniente da un altro territorio.

Quand’è che un vitigno può essere definito autoctono?

Un vitigno autoctono viene considerato tale quando, proprio grazie alle modificazioni derivanti dal territorio in cui è stato anticamente impiantato assorbe determinate caratteristiche tipiche di quella terra, che lo rendono unico. I vitigni autonomi vengono definiti anche indigeni, proprio in virtù di questo principio.

In Italia, come abbiamo detto, ne esistono più di 350 e danno vita a vini con caratteristiche organolettiche uniche.

Autoctono VS alloctono

Il concetto di autoctono è radicalmente opposto a quello di alloctono.

Un vitigno si definisce alloctono quando è diffuso in territori diversi da quello di origine, conservando le sue caratteristiche peculiari.

Questa tipologia di vitigni, spesso anche internazionali, hanno grandi capacità di adattamento e possono integrarsi in contesti territoriali anche assai diversi fra loro per caratteristiche climatiche e localizzazione geografica.

Ad esempio, lo Chardonnay, pur essendo originario della Francia, si è diffuso anche in altre zone ed è ben coltivato nella nostra Sicilia, dando comunque ottimi prodotti. Ne consegue che lo Chardonnay è un vitigno alloctono rispetto al territorio siciliano.


 


 



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