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Filarole

Filarole

Dettagli cantina

Indirizzo:
Loc. Poggiolo Inferiore 9 - Pianello Val Tidone (PC)
Sulle colline piacentine parlando con le persone anziane si sentono a volte delle parole italianizzate dal dialetto, filarole è una di queste. In dialetto piacentino i filari di una vigna sono i filaröl e quando le vigne sono piccole e composte da pochi filari anche la vigna viene indicata con questa parola.

Questa avventura è cominciata ufficialmente nel gennaio 2017, ma germinava da lungo tempo. Siamo arrivati a vivere sulle colline piacentine diversi anni fa, in una casa immersa in una natura spettacolare. Abbiamo cominciato a conoscere il territorio (bellissimo) della Val Tidone prima e poi la curiosità e l’amore per i vini e l’agricoltura ci hanno spinti ad esplorare il territorio dei colli piacentini, a conoscere i vignaioli e a voler valorizzare il loro lavoro attraverso il nostro lavoro di comunicazione online. Fino a quando nel 2009 la voglia di conoscere e sperimentare ha fatto nascere il nostro primo vino fatto in casa, il bianco macerato con le uve bianche autoctone che è poi diventato il Fatto coi Piedi.

Nel 2017 abbiamo acquistato una vecchia vigna abbandonata, circondata da coltivi abbandonati e praticamente ridiventati bosco. Abbiamo scelto l’agricoltura biologica, di non estirpare le vecchie viti, di rimpiazzare quelle mancanti con barbatelle autoprodotte con materiale genetico proveniente dalle nostre piante madri. Vogliamo praticare un’agricoltura biologicamente ed economicamente sostenibile, uve “pulite” senza residui di molecole di sintesi ci servono per ottenere un vino sano, rispettoso dell’annata, del consumatore e, soprattutto, di noi stessi che siamo i primi a berlo. Un vino buono, venduto ad un prezzo equo, per noi che lo produciamo e per chi lo beve.

Oggi lavoriamo 5 ettari di vigne in diversi punti della Val Tidone che hanno tra i 40 e i 100 anni. Le uve sono principalmente quelle tradizionali piacentine: Barbera e Croatina a bacca rossa, Ortrugo e Malvasia Aromatica di Candia a bacca bianca. Il vino si fa in vigna e davvero dobbiamo molto a queste piante che ci regalano uve straordinarie.

Filarole è un’avventura di famiglia. Ognuno di noi quattro da il suo piccolo o grande contributo, anche i ragazzi che guardano con occhi sempre attenti e imparano a comprendere la vita della vigna e quello che accade in cantina nella vasca mentre l’uva diventa vino.

LE VIGNE DI FILAROLE

La vigna di Gabbiano

La vigna di Gabbiano è composta da 3 appezzamenti accorpati in cui si trovano vecchie piante di BarberaBonarda e Malvasia aromatica di Candia. Sono 6000 mq. di vigneto sulla costa della collina che guarda a sud-ovest sulla valle del fiume Tidone ad un’altezza di circa 400m.

E’ una piccola oasi di agricoltura biologica, anche i campi circostanti sono infatti tenuti secondo questo principio agricolo e fanno da confine aree boschive.

Abbiamo preso in mano il vigneto nel gennaio 2017 dopo 4 anni di abbandono. I primi mesi dell’anno sono stati molto impegnativi: prima un intenso lavoro di pulizia dei filari tagliando rovi, rose canine e vitalba, alberi piccoli e meno piccoli dentro e intorno alla vigna, poi una potatura decisa per riportare le piante ad una forma più civilizzata. Vedere rinascere le gemme a primavera è stata un’emozione grandissima, quasi quanto arrivare a raccogliere i primi frutti nella vendemmia 2017.

Abbiamo così iniziato a comprendere e riconoscere le caratteristiche di ogni pianta. Trattandosi di piante molto vecchie, probabilmente ottenute da selezione massale, hanno differenziato le proprie caratteristiche: piante molto rigogliose dai grappoli grandi e ricchi, altre dai grappoli spargoli con acini piccoli, ecc.

Il nostro progetto agricolo non si ferma ai vigneti. Il prossimo passo che faremo nei terreni di Gabbiano sarà quello di ripristinare il frutteto dove si trovano numerose piante da frutta di vecchie varietà che hanno resistito nel tempo.

La vigna di Ca Nuova Pisani

La vigna di Ca Nuova Pisani è composta da 2 appezzamenti distanti tra loro poche centinaia di metri, come si vede dalla mappa a fianco.

Il primo che si incontra, salendo dalla strada sterrata (bordato in giallo nella mappa), è prevalentemente a bacca bianca. Malvasia Aromatica di CandiaOrtrugo e una piccola parte di Barbera. Non mancano in questa vigna le solite varietà da tavola, poche piante di Moscato d’Amburgo e di Verdea, utilizzate per il consumo familiare. La vigna è a 330 metri d’altezza, esposizione nord-est, il terreno è argilloso-limoso con una buona percentuale di calcare attivo.

Anno di impianto 1983 (ufficiale ma una parte impotante del vigneto è molto più anziana).  Questo appezzamento confina a nord nord-est con quello che noi chiamiamo il “calanco dei caprioli” un luogo impervio a tal punto da non poter essere visitato dall’uomo.

Sui bordi di questo vigneto sono impiantati alberi da frutta di vecchie varietà come prunipeschi di vignaciliegi e salici da vimini.

Il secondo appezzamento è a bacca rossa, Barbera e Croatina (Bonarda) in parti uguali. Anche qui sono presenti in piccolissima quantità altre varietà come Uva RaraVespolina.

La vigna è a 380 metri d’altezza, esposizione sud-ovest, il terreno è argilloso-limoso con una buona percentuale di calcare attivo. Anno di impianto 1972 (ufficiale ma una parte  del vigneto sono presenti piante monumentali). A sud-est la vigna confina con un bosco ceduo ( roveri, carpini, qualche castagno) decisamente fitto. Il panorama da questa vigna è mozzafiato.

Le vigne a cavallo del torrente Gualdora

Prevalentemente barbera e croatina, con qualche pianta di uva da tavola (Italia) e alcuni piedi di uve bianche da vino assolutamente sconusciute.

Pali in cemento e fili sistemati di recente.

Salici, fichi e ciliegi contornano la vigna.

Il secondo appezzamento si trova sempre a 300 metri di altezza al di la del piccolo rio Gualdora, esposizione a sud est.

L’impianto è degli anni 40, una parte del vigneto è stata reimpiantata nel 72.

Malvasia aromatica di Candia e Ortrugo, entrambi vecchi cloni a bacca bianca, Croatina e Barbera come uve rosse.

La vigna di Strà

Barbera e bonarda, malvasia aromatica di candia e ortrugo, qualche filare di merlot e, come al solito nelle vecchie vigne, qualche piede di uva da tavola e qualche pianta di vecchie varietà.

La vigna si trova in zona classica, è stata costantemente mantenuta dalla proprietaria, la signora Anna fino al compiere degli ottant’anni, senza mai utilizzare diserbi chimici.

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