Vini biodinamici

Se un vino biologico è un vino che deriva da una agricoltura biologica, un vino biodinamico si definisce tale quando arriva da una agricoltura biodinamica. Ma che differenza c'è tra le due metodologie? Innanzitutto è importante dire che a livello legislativo l'agricoltura biodinamica non è propriamente definita, ma ci pensa l'associazione Demeter, che per rilasciare il suo marchio di qualità stabilisce le restrizioni che devono essere applicate sia in vigna che in cantina per ottenere un prodotto il più naturale possibile, biodinamico appunto.

In cosa consiste l'agricoltura biodinamica?

Innanzitutto la cosa più importante è l'allontanamento quasi totale della chimica, sia in vigna che in cantina. Uno dei pilastri della filosofia biodinamica è l'estrema naturalità del prodotto che si ottiene dalla sinergia tra la forza lavoro dell'uomo e i ritmi della natura attraverso lo studio delle influenze astrologiche sull'agricoltura. Un esempio che descrive perfettamente questo concetto è la particolare attenzione alle fasi lunari per svolgere tutte le operazioni di produzione del vino biodinamico. In vigna si utilizza un preparato naturale, il 500 che innesca armonicamente il processo di formazione dell'humus (cornoletame), i trattori vengono utilizzato in modo molto limitato e si provvede alla semina dei sovesci, inoltre si provvede all'utilizzo di uno stimolatore della funzione della luce e del calore (cornosilice) comunemente conosciuto come preparato 501. Questo fa si che che le viti sviluppino una naturale resistenza alle malattie e ai parassiti, producendo dei frutti di ottima qualità senza l'utilizzo di preparati chimici di sintesi.

In cantina come si produce il vino biodinamico?

Affinchè un vino sia considerato biodinamico, non basta ottenere delle uve biodinamiche, ma anche le pratiche di cantina sono soggette a limitazioni molto restrittive a cominciare dai solfiti aggiunti. Se nel disciplinare biologico è già presente una limitazione notevole, lo è ancor di più per i vini certificati biodinamici. Nei rossi infatti non sono ammessi solfiti in quantità superiore a 70 mg/l, nei bianchi il limite si attesta ai 90 mg/l e 60 mg/l per i frizzanti. Ovviamente questo prevede anche l'esclusione di stabilizzanti e coadivanti chimici, che sono autorizzati nel disciplinare biologico, seppur in maniera molto limitata. Il calendario lunare invece è un must soprattutto nell'organizzare i travasi e durante il processo dell'imbottigliamento.

Perchè scegliere il vino biodinamico

I vini biodinamici hanno dei profili organolettici unici, sicuramente non convenzionali e adatti a coloro che sono sempre alla scoperta di nuove esperienze gusto-olfattive. Questi vini infatti sono sempre in evoluzione e ogni anno sono diversi tra loro. Sono vini di qualità elevatissima, la qui bontà è da ricercare della bravura del produttore, della sua meticolosità e dell'amore e del senso di protezione che egli ha verso la sua terra. Perchè questi vini sono anche grande espressione del territorio di provenienza, regalando ogni anno nuove sorprese. La standardizzazione nei prodotti biodinamici non è contemplata. In generale i prodotti da agricoltura biodinamica sono più ricchi a livello nutrizionale poichè sono nati e cresciuti in stretta connessione con l'ambiente. Consumando vini biodinamici si supporta questa filosofia che ha lo scopo di riarmonizzare la terra, farrorzando un ecosistema che sta diventando sempre più fragile.

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