Lazio

Uno dei motivi per cui siamo in questa fase di riscoperta della tradizione enologica laziale sono l'utilizzo dei cloni di alcuni vitigini autoctoni come la malvasia del Lazio, il bonvino bianco, il bellone e il cacchione.

Tra le forme di allevamento più diffuse nel Lazio c'è sicuramente il tendone, che promette sempre un produzione elevata di grappoli per ettaro, tuttavia nella zona dei Castelli Romani, uhna delle più prestigiose di questa regione, le forme più diffuse sono quelle della spalliera e della controspalliera.

Oltre alle malvasie, ai trebbiani e ai vitigni bianchi sopracitati, sono molto diffuse anche alcune varietà a bacca rossa tra cui il ciliegiolo, montepulciano, merlot, cabernet, barbera e il più tradizionale cesanese.

In provincia di Viterbo, sulle pendici attorno al lago di Bolsena, è prodotto un vino legato ad un'antica leggenda e dal curioso nome Est! Est!! Est!!! di Montefiascone.

La provincia più ricca in termini di patrimonio viticolo rimane sempre quella romana che produce il 50% del vino laziale.

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