Vini Senza Solfiti Aggiunti

Parlare di vini senza solfiti, o meglio di vini senza solfiti aggiunti, conduce la mente all'interno della scena del film diretto da Alfonso Arau Profumo del mosto selvatico, quando, in un tripudio di gioia e sentori di vendemmia, immersi nel clima bachico i protagonisti della pellicola riescono a trasmettere al vasto pubblico la magia della pigiatura con i piedi dell'uva. Un fotogramma che richiama la genuinità e la bellezza di un mondo, quello contadino, che produce nel totale rispetto della terra e della salute dell'uomo. All'interno di quest'ottica eco-sostenibile vien da sé che un buon bicchiere di vino è ancora più buono quando si tratta di un vino bio senza solfiti.

Leggendo con attenzione l'etichetta di una bottiglia di vino, possiamo accorgerci che contiene svariate informazioni, quali il luogo di produzione, i vitigni, caratteristiche e abbinamenti con pietanze, ma spesso possiamo imbatterci anche in scritte come: vino senza solfiti aggiunti o contiene solfiti. Per un semplice consumatore non esperto, informazioni del genere possono voler dire un sacco di cose e allora cerchiamo di spiegare meglio di cosa si tratta. Spieghiamo innanzitutto cosa sono i solfiti.

 

Cosa sono i solfiti nel vino e a cosa servono?

 

I solfiti (più precisamente anidride solforosa) sono delle sostanze formate da molecole di ossigeno e zolfo che hanno la funzione di antiossidante e conservante. Vengono sovente impiegati dai produttori di vino ma anche in altri settori alimentari. In particolare hanno il potere di impedire la proliferazione dei batteri nel vino e impedire al contempo che possa ossidarsi se entra in contatto con l'ossigeno. Si tratta quindi di additivi che svolgono un ruolo abbastanza importante, permettendo a chi produce il vino di conservarlo a lungo, mantenendone inalterate le caratteristiche organolettiche.

L'aggiunta dei solfiti nei vini avviene solitamente se si parte da una materia prima non di ottima qualità. Ciò significa che si possono produrre vini senza solfiti aggiunti se si utilizzano uve che già dall'origine si presentano sane e quindi hanno meno rischi di sviluppare delle alterazioni batteriche.

Queste sostanze sono tra gli additivi maggiormente usati all'interno dell'industria agroalimentare, che li cataloga come conservanti. Detti conservanti, sono identificabilissimi in quanto presenti in etichetta con il loro codice di riconoscimento, che va in ordine crescente da E220 fino a E228. 

 

Cosa dice la normativa sui solfiti aggiunti

 

Quando si parla di vini senza solfiti aggiunti, possiamo facilmente intuire che il vino può già in sé contenere dei solfiti, Questo è possibile perché nel mosto durante la fase di fermentazione sono presenti dei lieviti in grado di produrre solfiti anche se in piccole quantità, che difficilmente non superano i 10mg/l totali.

I solfiti generalmente presente nei vini in quantità superiore derivano da una aggiunta fatta dal produttore in momenti diversi della produzione. In alcuni casi l'aggiunta viene fatta durante l'imbottigliamento, mentre in altri casi va fatta direttamente sull'uva durante la fase di diraspa-pigiatura oppure durante l'affinamento.

Per quanto attiene alla normativa vigente, questa prevede che ai fini della conservazione ottimale dei vini, i produttori possano aggiungere certe quantità di solfiti, senza però superare certi limiti. In particolare si parla di 150mg/l per il vino rosso e 200mg/l per il vino bianco. Limiti che sia abbassano a 100 mg/l sui rossi e 15 mg/l sui bianchi, per i vini prodotti secondo la certificazione biologica. L'obbligo di indicare in etichetta che il vino contiene solfiti scatta quando viene superata la soglia di 10mg/l.

Ciò che invece la normativa non prevede è l'indicazione della quantità precisa di solfiti contenuti, di conseguenza una bottiglia di vino bianco con la scritta "contiene solfiti" può contenere una quantità variabile da 10mg/l fino a 200mg/l di solfiti aggiunti.

Catalogati come allergeni, i solfiti nel vino possono causare problemi respiratori a chi soffre d'asma, provocano problemi gastrici, non permettono il giusto assorbimento della vitamina B1 e sovente sono il frutto di quel fastidioso cerchio alla testa che ci fa pensare di aver esagerato bevendo. Non a caso, infatti, l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) prescrive una dose giornaliera di solfiti DGA di 0,7 milligrammi per chilo di peso corporeo. Dunque, per esempio, una persona che pesa 70 kg non deve assumere giornalmente più di 50 mg di solfiti. Quindi, la quantità di vino che deve assumere questo soggetto X è direttamente correlata alla quantità di solfiti presenti in esso. 

 

Differenza tra vini senza solfiti aggiunti e vini senza solfiti

 

Il fatto che maggior parte dei casi sulle etichette delle bottiglie di vino si trovi la scritta "contiene solfiti", non significa che molti produttori si impegnano nella produzione di vini senza solfiti aggiunti.

Per riuscire a far questo occorre partire da uve di ottima qualità nelle quali sono assenti batteri o altri microrganismi che durante la fermentazione o in un periodo successivo possano alterare la qualità del vino. In questo modo possono essere sufficienti i pochi solfiti prodotti naturalmente dal vino senza l'aggiunta di altri e quindi ci troveremo di fronte un vino con una quantità di solfiti inferiore ai 10mg/l.

Parlare invece di vini senza solfiti, significa parlare di un vino con una quantità di solfiti pari a zero, cosa molto rara da ottenere, tuttavia una quantità di solfiti in un vino compresa tra gli 0 e 10 mg/l si può considerare praticamente nulla.

Da ciò si può capire il perché sia più facile produrre un vino senza solfiti aggiunti, piuttosto che un vino senza solfiti.

 

Un vino senza solfiti aggiunti non è sinonimo di vino naturale

 

Dopo aver spiegato che un vino senza solfiti aggiunti può comunque contenerne delle quantità esigue, cioè inferiore ai 10mg/l, occorre chiarire che ciò non significa che ci troviamo di fronte ad un vino naturale.

Per arrivare a non aggiungere dei solfiti ad un vino, abbiamo già spiegato che dobbiamo partire la una materia prima di ottima qualità. Talvolta per arrivare ad un simile risultato si utilizzano tecniche di coltivazione della vite che richiedono l'impiego di sostanze chimiche, come per esempio i pesticidi che impediscono a batteri o microrganismi di attaccare la vite e l'uva.

Vinificare con uve sulle quali sono stati usato prodotti chimici può sicuramente evitare l'uso di solfiti aggiunti, ma non ci troveremo certo di fronte ad un vino naturale.

Un vino naturale è quello prodotto con uve prodotte in modo del tutto naturale, appunto, e senza l'impiego di prodotti chimici, insomma dalle cosiddette coltivazioni biologiche. Ecco spiegato che un vino privo di solfiti aggiunti non è sinonimo di vino naturale.

A questo punto sorge spontanea la domanda: non sarà forse il caso di cambiare abitudini volgendo lo sguardo ai vini naturali senza solfiti aggiunti?

 

Alla scoperta dei vini naturali senza solfiti aggiunti: perché sceglierli

 

Inutile girarci intorno, chiunque voglia salvaguardare la salute deve bere in maniera responsabile puntando sempre a prodotti genuini che non nuociano al proprio benessere, ecco perché, mettere nel carrello della spesa un vino senza solfiti, il cosiddetto vino naturale, è una scelta che fa la differenza.

In sintesi bisogna puntare su quelle bottiglie di vino biologico senza solfiti o di vino biodinamico, che in luogo della dicitura contiene solfiti presentano quella non contiene solfiti aggiunti. Questo significa che quella bottiglia il più delle volte ha un contenuto di solfiti pari a 10 milligrammi per litro. Nei fatti è molto difficile che i solfiti nel vino siano completamente assenti, questo perché durante la fase fermentazione i lieviti producono in modo del tutto spontaneo e in quantità variabili SO2, seppur in dose molto contenute.

Nonostante ciò, è assolutamente vero che è altresì possibile produrre vini senza l'aggiunta di solfiti. È proprio qui che si entra nel magico mondo del vino naturale, ovverosia di quel prodotto che, secondo gli insegnamenti di Jules Chauvet, è costituito solamente da uva. Un proposta genuina che esclude qualunque aggiunta, compresa quella di SO2.

A mantenere alto il manifesto della filosofia zero solfiti aggiunti, troviamo due scuole, la francese Sans Aucun Intrant Ni Sulfite (S.A.I.N.S.) e la spagnola Asociación de Productores de Vinos Naturales.
Ovviamente per produrre un vino naturale senza solfiti ci devono essere delle condizioni di base, prima fra tutte il terreno.

Il suolo non deve mai essere soffocato dai pesticidi, quindi deve essere coltivato in modo biologico oppure seguono i dettami dell'agricoltura biodinamica. Mettendo in pratica queste due tecniche di allevamento sia il vigneto che l'uva vengono mantenuti in salute.

Così facendo si sceglie di realizzare vini in quantitativi ridotti poichè le rese elevate, si sa, sacrificano quasi sempre la qualità dell'etichetta. Una volta vendemmiata l'uva deve seguire subito un processo di macerazione sulle bucce con fermentazione immediata.

Vero è che il terreno e la fermentazione non sono le uniche condizioni necessarie per produrre vini senza solfiti. A cubare, ci sono anche l'uva, che deve essere perfetta, e l'annata.

Come se non bastasse, i vini privi di anidride solforosa presentano anche una buona longevità. Detto altrimenti si tratta si etichette di terroir, che oltre ad avere il pregio di essere vini di sola uva, hanno anche quello di invecchiare molto bene. Il che non è poco!

Tuttavia, la solforosa non è l'unica croce di un vino che non è naturale, a pesare come una spada di Damocle sulla qualità dello stesso c'è anche la possibile aggiunta di tannini enologici, cioè di additivi impiegato per incidere sulle peculiarità gustative del prodotto finito.

Non è ancora tutto. Tra i numerosi pregi dei vini senza di solfiti aggiunti è doveroso mettere in evidenza anche quelli gustativi. Questi prodotti, infatti, emergono per la loro buona e complessa sapidità e per il loro gusto pulito, sintesi perfetta di terra, acqua, sole e vento. Si tratta di vini dalla grande personalità che evadono dai cancelli della standardizzazione.

Nel catalogo di Greenwine potrai trovare un elenco di vini rossi senza solfiti, vini bianchi senza solfiti e molto altro.

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